Care compagne e cari compagni,
il Congresso di Oporto è alle nostre spalle. L'emendamento allo statuto nel senso da noi desiderato (art. 3.3 “gli scopi del Pse sono di rafforzare il movimento socialista, socialdemocratico, laburista e democratico progressista dell'Unione e in tutta Europa”. Il presidente Rasmussen ha rivolto a Romano Prodi un invito diretto e cordiale “Romano unisciti a noi (Romano join us).
Un invito per ora rimasto senza risposta, mentre continuano le pronunce in senso negativo di esponenti della Margherita, ultima, per la sua autorevolezza quella dell'altro giorno del Presidente del Senato Franco Marini. Ce ne è abbastanza per rivolgere un appello al segretario del partito Piero Fassino, e al Presidente del partito Massimo D'Alema perché sospendano il processo di costruzione del Partito Democratico fino a che non abbiano ricevuto una risposta positiva sul tema dell'adesione al PSE e all'Internazionale Socialista del nuovo partito .
Proporre un congresso alla cieca su questo punto fondamentale, corredato da una richiesta di fiducia che “alla fine tanto ce la faremo” non è né leale né producente per il partito.
Non è leale perché non vorremmo fare come il congresso scorso in cui chi vi parla, a nome della mozione Fassino negava che si volesse fare un partito unico ed affermava che si voleva fare, come era scritto nelle tesi, una federazione dell'Ulivo. (Tutti sappiamo come è andata a finire).
Non è producente per il partito, perché se i Ds si spingono molto in avanti nella costruzione del partito democratico e se la Margherita insiste nella sua posizione contraria all'adesione al PSE, il prezzo politico che pagherebbe il partito tirandosi indietro sarebbe allora assai più pesante di quello che potrebbe pagare oggi prendendo una posizione di sospensione.
E' quindi un nuovo, ultimo appello che mi permetto di lanciare a D'Alema e a Fassino dopo del quale ognuno si assumerà le proprie responsabilità.
Valdo Spini. 09/01/07