FRAMMENTI di Agnes Heller
da "Per cambiare la vita", intervista di F.Adornato.
Il pensiero di Agnes Heller coincide in molti punti (non totalmente) con quello di noi radicalsocialisti.
ESSENZA SOGGETTIVA DI OGNI SCELTA ETICA.
Io credo che ciò sia indubitabile; etica ha sempre significato, e significa anche oggi, che il soggetto sviluppa un rapporto individuale nei confronti del sistema di valori della società cui egli si riferisce. L'essenza soggettiva di ogni scelta etica non significa però, in nessun caso, che l'etica sia soggettiva. Infatti le norme con le quali l'individuo si confronta sono prescrizioni storico-sociali valide per il complesso della società. Il vero soggetto di queste norme è, necessariamente, un soggetto sociale.
I MOVIMENTI. LA POLITICA DEMOCRATICA.
Ciò che va compreso è questo: i movimenti non sono partiti o organizzazioni politiche e non devono esserlo. Ma devono funzionare come gruppi di pressione. Esistono gruppi di pressione dall' "alto", gruppi di mestatori politici di ogni tipo; i partiti democratici, socialisti e di sinistra e tutte le varie organizzazioni, hanno invece bisogno di gruppi di pressione dal "basso". La politica democratica -e così la vera politica socialista- deve essere graduale, non può operare senza compromessi, tuttavia non deve essere machiavellica o puramente pragmatica. I gruppi di pressione dal basso possono servire per salvarla da questo ostacolo.
ESSERE GIOVANI IN UNA SOCIETA' RITENUTA OPPRESSIVA, IMMUTABILE, IMMODIFICABILE.
Io non credo che questo sia "uno spavento senza fine". E' una vita difficile, non una vita senza uscita o senza speranza; è sempre possibile migliorarla e cambiarla, ammesso, però, che ci si sforzi in questa direzione. So che non è piacevole essere un disoccupato intellettuale ma non credo che questa situazione equivalga a uno spavento senza fine. Non è uno spavento senza fine subire certe privazioni o, per esempio, andare a lavorare come cameriere in una trattoria. La teoria dell'estraniamento può portare a conseguenze assai pericolose, se si mettono sullo stesso piano tutte le privazioni e tutte le sofferenze. Esistono sofferenze e atrocità insopportabili, e ne esistono altre che una persona onesta, cosciente, responsabile, deve e può essere capace di sopportare. E' responsabilità di tutti confrontare il proprio destino col destino di quelli che, anche nelle circostanze del mondo di oggi, sopportano effettivamente atrocità enormi. Se si vuol sapere veramente che cosa è uno spavento senza fine si vada a Bombay, a fare la fame, a dormire per strada, a lavare l'unico pezzo di biancheria nelle pozzanghere, a fare file di ore per un unico bicchiere di latte. Solo così si può imparare che cosa è veramente uno spavento senza fine. Oppure si vada in una dittatura a dire le stesse cose finendo nei campi di rieducazione, o in fondo alle prigioni senza speranza, così si imparerà veramente cosa è davvero uno spavento senza fine.