Da Il Messaggero Veneto del 20 ottobre- cronaca di Udine
"Ampliamo il progetto Spesamica"
La maggioranza: serve un monitoraggio dei prezzi negli esercizi commerciali
Spesamica non basta. Il progetto promosso dai Servizi sociali del Comune di Udine per contrastare il carovita non è più sufficiente a rispondere alle famiglie in difficoltà. Per questo motivo Stefano Bulfone ed Enrico Pizza dei Ds, Michele Florit della Colomba e Marco Bressan di Convergenza hanno presentato in Consiglio comunale una mozione che è passata con 17 voti favorevoli, 1 astenuto e 6 contrari, nella quale chiedevano alla Giunta di potenziare l'attività dell'osservatorio comunale sui prezzi e di rivolgere un appello a tutte le categorie coinvolte nella filiera alimentare e nella vendita dei beni di consumo per invitarle a frenare la spirale degli aumenti dei prezzi sperimentando nuove strategie.
La risposta a questa mozione, presentata a marzo, è stata data puntualmente dall'assessore ai servizi sociali, Daniele Cortolezzis che ha provveduto a lanciare il progetto di Spesa Amica. Un progetto che ha riscontrato un notevole successo e che al momento conta le adesioni di 34 alimentari e 27 attività commerciali tra bar e ristoranti. Pur apprezzando l'iniziativa del Comune i consiglieri depositari della mozione non hanno ritenuto la risposta sufficiente.
"Dal 2002 in poi abbiamo assistito a un incremento dei prezzi che ha ridotto del 15/20% il potere d'acquisto degli stipendi e delle pensioni - ha commentato il consigliere DS Enrico Pizza - In una recente indagine, l'Istat ha sancito che il 75% degli italiani non riesce più nemmeno a risparmiare. Se nel momento in cui i prezzi salivano era opportuno bloccarli, ora che le leggi di mercato e il calo dei consumi generalizzato li hanno bloccati, il progetto Spesamica non è più sufficiente".
Secondo Pizza, oltre ad ottenere una riduzione dei prezzi, attraverso un percorso partecipato, bisognerebbe affiancare altre iniziative al progetto Spesamica, come ad esempio la pubblicizzazione dell'andamento dei prezzi applicati e rilevati negli esercizi commerciali.
Tutte cose a cui, a parere dell'assessore Daniele Cortolezzis, Spesamica fornisce già una risposta. "Con Spesamica - ha replicato infatti Cortolezzis - si è consolidato un tavolo di concertazione tra Comune, associazioni di consumatori (Federconsumatori e Adiconsum), Ascom e Cciaa che periodicamente valuta l'opportunità di modifiche e nuove iniziative. Se sarà possibile andare oltre agli obiettivi del controllo e del blocco dei prezzi già raggiunti con Spesamica, interverremo con modifiche o nuove iniziative".
Cristian Rigo
Il GAZZETTINO Mercoledì, 20 Ottobre 2004
Il Comune s'impegna a battere il carovita
Passa la mozione di Enrico Pizza: «È il momento di far calare i prezzi e non solo di bloccarli»
Non è più sufficiente bloccare i prezzi, bisogna farli scendere. È questo il messaggio che è partito lunedì sera dal consiglio comunale con l'approvazione della mozione presentata dai Ds Enrico Pizza e Stefano Bulfone, Marco Bressan di Convergenza e Michele Florit della Colomba.
A dire il vero l'appello alla giunta comunale è vecchio di qualche mese, visto che la mozione è stata presentata a marzo. Ma il problema resta attuale, come spiega proprio Enrico Pizza : «Dopo la nostra iniziativa l'assessore Cortolezzis ha messo in piedi il progetto Spesamica e io mi sono complimentato con lui, anche perché eravamo ancora in un momento di ascesa dei prezzi. Poi però - osserva il consigliere di Sinistra per il Friuli - il ciclo economico è cambiato e c'è stato un ulteriore calo dei consumi. Tanto che altre amministrazioni, come Palermo e Torino, hanno fatto un accordo per far scendere i prezzi del 2 per cento nel loro paniere». Pizza suggerisce allora di imitare quest'esempio, andando al di là della "Spesamica" tradizionale «e inserendo nel listino comunale non solo i prodotti di fascia bassa, ma anche quelli medi: la pasta Barilla, tanto per intenderci». Secondo il consigliere infatti chi ha pochi mezzi economici rischia di trovare già negli hard discount i prodotti di fascia bassa ai prezzi proposti dal Comune.
L'altro suggerimento concreto recepito dalla mozione è quello di rendere accessibili ai cittadini i dati dell'Osservatorio comunale dei prezzi: «Sarebbe bello che la gente potesse leggerli nel sito internet del Comune, nelle sedi delle circoscrizioni, sulla stampa locale. In modo da fare gli opportuni confronti».
La mozione dei consiglieri di maggioranza è passata con 17 voti favorevoli, 6 contrari e 1 astenuto. Ed è stata criticata fin dalle fondamenta dal consigliere di Forza Italia Giovanni Nistri: «L'ho trovata ideologica - commenta l'esponente azzurro - perché identifica la causa dei problemi nell'ultimo anello della catena, il commerciante che espone il prezzo. Bisognerebbe intervenire in tutto il ciclo, ma è impossibile: ogni esperimento di blocco dei prezzi è demagogico e non funziona. Neppure Spesamica - continua il consigliere - porta dei vantaggi perché sul mercato ci sono prezzi più bassi rispetto a quelli indicati dal Comune. È inutile proporre listini "pubblici": ci sarà sempre qualcuno che farà un'offerta migliore». Secondo Nistri la soluzione non può che essere quella di garantire ai commercianti di Udine migliori condizioni, a cominciare dai parcheggi nel centro storico, e «lasciare che facciano il loro lavoro».
Francesco Antonini