Il Gazzettino - cronaca di Udine - pagina III Lunedì, 31 Luglio 2006
IL CASO Studentato delle Grazie
«L'auditorium dei frati dev'essere pubblico»
Bulfone (Ds) replica al cecottiano Bassi
Udine Continua a far discutere il nuovo auditorium da 320 posti che l'Ordine dei Servi di Maria intende costruire dietro la basilica delle Grazie, assieme ad uno studentato per 120 universitari. O, meglio, a far discutere non è la maxi-sala, ma l'ordine del giorno che la riguarda, presentato dal diessino Enrico Pizza (e firmato anche da altri) all'ultimo consiglio comunale e bocciato, nell'aula di Palazzo D'Aronco, da buona parte della stessa maggioranza, sindaco compreso. «Non per una svista, ma per una precisa scelta politica», ha precisato subito dopo il cecottiano Enzo Bassi, che ha preso posizione nettamente contro l'odg, definito «strumentale». Ora a difendere il documento che ha spaccato la maggioranza è lo stesso capogruppo Ds in consiglio Stefano Bulfone, che prende la spinosa questione dal lato tecnico: «L'ordine del giorno Pizza e altri firmato e votato da consiglieri sia di maggioranza che di opposizione (Volpe Pasini ndr), fra cui anche il sottoscritto - poneva la questione l'accesso e dell'uso pubblici dell'auditorium. La deroga in questi casi è prevista per "ampliamento di edifici pubblici o di pubblica utilità da chiunque realizzati". Il dubbio legittimo nasceva dalla mancanza di dati numerici sulla consistenza dello "studentato". Infatti se la sala conferenze rispondesse strettamente alle esigenze dello studentato, allora l'ampliamento ricadrebbe appieno nella possibilità di deroga; se invece la sala conferenze risultasse palesemente sovradimensionata rispetto alle esigenze didattiche e seminariali, la possibilità di deroga darebbe adito a qualche perplessità.A meno che non vi siano delle modalità che garantiscano a tutta la cittadinanza l'effettiva "pubblica utilità" della Sala conferenze», dice Bulfone. E di questo avviso è anche Marussigh (Ds), che quell'ordine del giorno lo ha firmato, perché, sostiene, senza quel correttivo «la delibera sarebbe nata monca». Ma è chiaro a tutti che se la discussione è stata tanto accesa è perché l'esigenza del "correttivo" formale nasceva da una questione di sostanza. Quella che già in commissione il diessino Rizzi aveva esemplificato con un «ma ci si potranno fare conferenze sulla fecondazione assistita?». Insomma, una garanzia di "laicità" che poi, nel dibattito in consiglio, c'è chi ha voluto estremizzare con un «ci si potranno fare le riunioni dell'Arcigay?». Ma Pizza sgombra il campo da illazioni: «L'Odg andava in due direzioni ben precise: valutava positivamente la costruzione di un nuovo spazio per la città e garantiva i frati e il Comune che l'uso dell'Auditorium sarebbe stato pubblico. Ciò non per spalancare le porte del Convento a un rave party, ma per tutelare l'amministrazione e l'eguaglianza di tutti i cittadini. Concedere una variante urbanistica (altrimenti impossibile in centro storico) a favore di qualcuno in nome dell'utilità pubblica di un immobile e poi - come di fatto ha avvalorato il consiglio comunale respingendo l'odg - di fatto ammetterne l'uso privato potrebbe creare un precedente. Se il Comune non fa discriminazioni, infatti, come potrebbe domani negare a un privato la concessione per ampliare la propria terrazza di piazza San Giacomo con la scusa che ogni tanto ci fa qualche festa aperta al pubblico?».
Camilla De Mori