I delegati al congresso provinciale di Udine per la mozione Morando hanno presentato 3 dei 6 ordini del giorno redatti per arricchire il dibattito politico nelle fasi che riguarderanno l'elezione degli organismi dirigenti DS locali e la costruzione di una linea politica ed elettorale sul nostro territorio.Gli ordini del giorno sono stati consegnati ai lavori del congresso
ODG: SULLA ORGANIZZAZIONE DEL PARTITO (Tesini e altri)
ODG: SUL TERRORISMO, LA GUERRA E L'ORDINE MONDIALE (Mattassi e altri)
ODG: SUL RINNOVAMENTO E IL DIBATTITO CULTURALI NEL PARTITO (Bulfone e altri)
ORDINE DEL GIORNO: la riforma organizzativa del partito.
I nodi di linea politica sono già proposti dalle mozioni; qui si affronta l'assetto del partito, da discutere anche in vista del nuovo statuto che sarà approvato dal Congresso Nazionale e da quello regionale.
Tra iniziativa politica e struttura organizzativa c'è una corrispondenza che può farsi virtuosa oppure involutiva se, ai limiti di progetto politico si dovessero sommare quelli di un'organizzazione incapace di generare risorse produttive.
Questa è la situazione attuale. Se venga prima la messa a fuoco di un progetto politico più persuasivo o un'organizzazione più funzionale è un interrogativo da lasciare cadere: entrambi sono decisivi. E' difficile elaborare un programma più competitivo se forme e regole della rappresentanza, i luoghi e i segni di riconoscimento interni rimangono quelli attuali.
Bisogna uscire dal dibattito angusto su quale sia l'oggetto specifico dei DS e chi siano i suoi protagonisti autentici che mai arriva ad affrontare i nodi veri e sempre si ferma su aspetti secondari, a partire dalla contrapposizione partito/eletti, che ha come primo risultato quello di rimuovere - senza risolverli - il problema di un partito che non riesce più a fare politica e quello degli eletti privi di coordinate per rapportarsi al partito. Se non si ragiona sui temi strutturali della inadeguatezza e se non si individuano percorsi alternativi, la discussione è fuorviante.
La riforma organizzativa deve portarci a rovesciare i punti di riferimento: al centro delle nostre attenzioni devono stare le attese e il protagonismo degli elettori, acquisiti e potenziali, e la elaborazione di programmi competitivi e capaci di coagulare alleanze vincenti. Ciò significa pensare ad un partito le cui risorse sono, senza gerarchie ordinate, gli elettori, gli iscritti e gli eletti e in cui il progetto riesca sempre farsi programma di governo.
Si pongono due problemi che denunciano limiti consolidati evidenti: lo scarto, crescente, tra base elettorale e iscritti, il perimetro organizzativo del partito, pensato in chiave interna e non in ragione degli appuntamenti esterni.
Per quanto attiene al primo aspetto, è necessario pensare ad un modello organizzativo nel quale gli iscritti assumano il profilo di quadri di un'organizzazione più ampia - alla quale appartiene anche l'area del consenso e della simpatia elettorale - a cui deve essere data, con modalità precise e formalizzate, la possibilità di incidere sulle scelte basilari, a partire da quelle della elaborazione del programma, della elezione dei dirigenti e delle candidature elettorali.
Quanto al secondo aspetto, va rivista la struttura federale, attualmente non in grado di assicurare presidio politico e di svolgere una azione organizzativa efficace. Serve una svolta secondo queste direttrici: le sedi territoriali - le sezioni - devono corrispondere il più possibile al perimetro di un'area amministrativa. Il modello non deve essere rigido: là dove si regge può essere la dimensione comunale; altrimenti l'ambito di riferimento può essere il collegio della provincia. La relazione tra nucleo organizzativo di base e dimensione amministrativa ha un rilievo che tocca compiti e responsabilità: la progettualità politica locale, la costruzione del consenso territoriale, la validazione delle candidature.
La sezione è responsabile del tesseramento e del raccordo, costante, con gli iscritti e i simpatizzanti. Deve disporre degli elenchi aggiornati degli elettori, ai quali indirizza una comunicazione personalizzata e volta a curare la fidelizzazione.
Gli elettori partecipano - secondo lo schema delle primarie - alla scelta dei responsabili della sezione e delle candidature; va istituito un coordinamento territoriale che, a seconda dei casi, può essere quello di comunità montana o di ambito socio-assistenziale.
Il coordinamento è composto dai segretari di sezione e il suo compito è quello di presidiare l'azione politica territoriale dei DS e di assumere le decisioni corrispondenti ed impegnative nei confronti delle istituzioni e delle forze politiche e sociali interessate. Il coordinamento è retto, a turno, da uno dei segretari di sezione che ne fanno parte; può essere utile l'individuazione di un coordinamento politico intermedio, corrispondente alle quattro grandi macro-aree omogenee: montagna, collinare ed orientale, udinese e medio Friuli, bassa friulana. Il coordinamento è dato dai coordinatori territoriali, promuove assemblee dei segretari di sezione, ha il compito di valutare periodicamente l'impatto territoriale delle politiche regionali nei servizi ed in economia; le aree di coordinamento sono il luogo privilegiato per politiche organizzative di investimento e di promozione.
Questa è la dimensione ottimale per sedi zonali, segreterie organizzative preposte alla tenuta e all'aggiornamento degli archivi, alla comunicazione e al sostegno delle iniziative politiche territoriali.
Le risorse del partito dovranno privilegiare questo ambito, il quale dovrà comunque rendersi capace di reperire risorse e strumenti necessari alla realizzazione dei propri programmi di crescita e sviluppo; la federazione assume così sostanzialmente e non più solo virtualmente la connotazione federale essendo composta dai segretari di sezione; il suo compito è sottratto alle incombenze di presidio, politico ed organizzativo, territoriale affidato agli altri livelli di coordinamento.
La federazione, invece, si deve occupare di dibattito ed elaborazione politica, socializzazione ed accomunamento interno, coesione territoriale; è affidata ad una segreteria e ad un segretario, risultato di questo percorso di riforma teso a rideclinare le responsabilità interne, con lo scopo di accrescere il protagonismo e l'assunzione di responsabilità territoriale.
La federazione ha il compito di vigilare sul rispetto delle regole e di elaborare e aggiornare il progetto autonomo dei DS del Friuli. Di ogni livello di coordinamento territoriale fanno parte, come cooptati, gli iscritti impegnati nelle istituzioni territoriali corrispondenti.
Il modello organizzativo al quale dobbiamo tendere è, dunque, quello federale. Ma autenticamente e non solo come evocazione di una forma astratta, smentita dalla conservazione del centralismo e della burocrazia, che alla fine si riducono a caricatura e degenerazione di se stessi. La struttura federale corrisponde alla lenta e stentata, ma sicuramente in atto, riforma delle pubbliche istituzioni; non è pensabile che mentre queste evolvono verso l'autonomia e le responsabilità locali, il partito conservi una centralità gerarchica insopportabile e non coinvolgente.
Il nuovo modello organizzativo deve assicurare tre obiettivi: il primo: autonomia e capacità di assunzione di responsabilità dei dirigenti nei loro territori; il secondo: qualificazione e rafforzamento dell'iniziativa politica, crescita del consenso e rinnovamento dei gruppi dirigenti; il terzo: trasparenza nel dibattito politico interno, nelle relazioni, nella democrazia e nella gestione delle risorse organizzative e finanziarie.
Su quest'ultimo aspetto è preoccupante l'incapacità di proporre e assumere iniziative efficaci, che non si possono più esaurire in velleitari appelli all'attivismo. Servono progetti e parole d'ordine coinvolgenti, chiari, finalizzati e responsabilizzanti. La loro garanzia sta in un costume diverso nella vita di partito. Questa è la sola condizione per invertire una tendenza che alla superficialità e alla ambiguità del partito leggero non può rispondere con l'altrettanto fuorviante e velleitario partito pesante. Invece, vanno ripristinate le condizioni per la alimentazione della militanza, risorsa principale e decisiva della sinistra, da tempo frustrata e annichilita dalle incoerenze di linea politica, dalla non ospitalità dei luoghi e dalla arroganza degli uomini della politica attiva.
Il Congresso affida questo ordine del giorno ai delegati che saranno impegnati ad approvare i nuovi statuti affinché le loro regole si uniformino ai principi generali in esso contenuti.
ORDINE DEL GIORNO Contro ogni americanismo, contro ogni antiamericanismo, contro ogni terrorismo, per un nuovo ordine mondiale che garantisca la sicurezza e l'esercizio dei diritti di cittadinanza a tutti gli abitanti del pianeta terra
Il Congresso dei Democratici di Sinistra della Provincia di Udine
Considerato che il gravissimo atto di terrorismo internazionale che ha causato l'abbattimento delle due torri gemelle di New York provocando migliaia di vittime di tutte le nazionalità, ha reso più evidenti le condizioni dell'interindipendenza tra i popoli e gli strati sociali;
rilevato che l'aeroterrorismo e lo sconsiderato ricorso alla guerra batteriologica, mettono in discussione l'essenza stessa dei servizi di rilevanza pubblica di trasporto e di informazione alla scala planetaria, pregiudicando i diritti soggettivi alla mobilità e all'informazione dei cittadini; atteso che gli atti di terrorismo internazionale sono destinati ad imprimere una svolta nella condizione di equilibrio tra gli stati, imprimendo una potente accelerazione ai processi di globalizzazione del governo dei sistemi complessi alla scala planetaria;
considerato che, oltre alle preoccupazioni derivante dai processi di omologazione dei consumi e della affermazione di nuove forme di sfruttamento, il processo di globalizzazione consente comunque una straordinaria occasione non solo di crescita economica, ma anche di inclusione sociale e civile soprattutto per tutti coloro che vivono nelle condizioni di oppressione e di sottosviluppo;
valutato che solo la globalizzazione delle relazioni internazionali sorrette in primo luogo dalle ragioni dello scambio e dei sistemi di comunicazione, consente infatti l'accesso diretto dei cittadini al sapere, allo scambio on line dell'informazione, consentendo il confronto tra modelli di consumo, tra livelli di civiltà, tra sistemi di governo e l'esercizio delle libertà soggettive;
considerato che lo sviluppo dei sistemi di comunicazione e della mobilità planetaria consente ai cittadini del pianeta di mettere a confronto quotidiano gli accadimenti, le esperienze e le coscienze, compresi gli effetti e le devastazioni provenienti dagli atti di terrorismo, dal ricorso alle armi, dall'uso incompatibile delle risorse naturali ed energetiche, creando le condizioni perché la maggior parte dei cittadini assuma coscienza dell'ineluttabilità del governo delle regole di convivenza, del mercato e dell'ambiente alla scala planetaria;
considerato che solo un accelerato processo di globalizzazione governato democraticamente ed orientato socialmente potrà dar luogo ad una nuova civiltà politica fondata sulle democrazie, sui limiti imposti dalla sostenibilità ambientale, sul rispetto diritti umani, sulla parità tra i sessi, sulla convenienza di un sistema di solidarietà diffuse, sulla pari opportunità di accesso al sapere, alle tecnologie, ai capitali finanziari, creando regole comuni per l'umanizzazione del mercato del lavoro e dell'accesso a forme di welfare minimo garantito per tutti i cittadini;
ritiene necessario che il partito dei Democratici di Sinistra unitamente alla Coalizione dell'Ulivo, debba smetterla di dividersi sulla giustezza o meno del ricorso alle armi e all'azione militare contro governi dispotici, fanatici e totalitari, che oltre ad affamare i popoli, manifestano disprezzo per la vita, violano sistematicamente i diritti umani, annientano qualsiasi dignità delle donne, promuovono l'economia della droga ed il terrorismo internazionale;
ristabiliscano una corretta distinzione di ruoli tra chi ha il compito delle decisioni di governo ed i movimenti che promuovono la pace e criticano la globalizzazione, promovendo forme di confronto permanente; rifiutino, di fronte alle necessità di punire i colpevoli di atti gravissimi di massacri terroristici, qualsiasi deriva giustificazionista;
rigettino ogni forma di antiamericanismo alla pari delle forme più spudorate di americanismo, ristabilendo il primato della ragione sulla tendenza al giudizio critico di massa su interi popoli ed evitando con ciò di accreditare un'idea del mondo fondata sulla divisione tra neo etnie in conflitto o concorrenza permanente;
promuovano un'iniziativa di confronto con i governi di centro sinistra al livello internazionale per promuovere congiuntamente un nuovo ordine mondiale nel quale possa assumere il primato la cultura democratica, laica, garantista, riformista e solidarista, attraverso la quale possa assumere centralità l'impegno planetario a sconfiggere tutte le condizioni che limitano la libertà degli individui e che impediscono lo sviluppo di nuove forme di solidarietà e di rispetto dei diritti tra gli stessi ( i terrorismi internazionali, le guerre regionali, i regimi politici e militari; i monopoli economici );
si impegnino a sviluppare un'iniziativa costante e straordinaria per la riforma dell'ONU, al fine di dare autorevolezza alla stesso e per trasformalo in garante democratico dei principi di democrazia, di non discriminazione di razza, di etnia, di religione e di sesso, di solidarietà, di rispetto dei limiti ambientali, impegnato costantemente nella promozione dei diritti di cittadinanza;
in tale contesto, promuovano la costituzione dell'esercito di pace e garanzia internazionale da parte dell'ONU ed il ricorso all'uso delle armi per garantire la sicurezza e la convivenza dei cittadini e dell'esercizio dei diritti democratici, intervenendo contro ogni regime dispotico e contro il terrorismo;
promuovano una campagna di manifestazioni di tutti i riformisti a sostegno di tutti coloro che, a livello mondiale, lottano per affermare le ragioni del diritto all'esistenza (palestinesi), alla pacifica convivenza (America) , al riconoscimento dei diritti di cittadinanza di tutte le minoranze.
ORDINE DEL GIORNO: "RINNOVAMENTO E DIBATTITO CULTURALI NEI DEMOCRATICI DI SINISTRA". PARTITO PLURICULTURALE, CENTRALITA' DELLA PERSONA, BISOGNI E CONSUMI INDIVIDUALI E COLLETTIVI.
PREMESSO CHE:
Le necessità politiche dei DS in questo momento sono evidenti a tutti: uscire da uno stato di immobilità e incertezza politiche date dalla duratura carenza di una segreteria nazionale riconosciuta e legittimata; fornire una linea programmatica al futuro segretario che abbia una conferma diretta da parte del partito e non venga messa in discussione internamente a ogni passo elettorale, amministrativo e legislativo; rinsaldare le fondamenta e continuare la costruzione di quello che deve essere e può essere il partito unico della sinistra riformista italiana; rinnovare e arricchire gli strumenti critici e culturali di questo stesso partito per permettergli di tornare a governare l'Italia.
Questo ordine del giorno riguarda essenzialmente l'ultimo punto elencato che ha per oggetto il rinnovamento e l'arricchimento degli strumenti critici e culturali del partito e che non è ultimo in importanza, anzi. Si tratta di un punto che deve essere sviluppato in profondità, con grande impegno di risorse. Infatti su questo fronte non possiamo più permetterci il lusso di accontentarci di soluzioni sbrigative e formali che accantonino o liquidino le questioni e i problemi in nome di esigenze troppo tattiche e contingenti.
Infatti noi insieme -iscritti a questo partito- potremmo (e lo faremo) risolvere tutte le altre questioni -segreteria, linea politica, coesione- eppure sarà tutto inutile e insufficiente se come democratici di sinistra non riuscissimo almeno a dare avvio oggi ad un percorso di crescita e di dibattito culturali che come tali riguardano la cultura politica e gli approcci e le visioni d'insieme di cui si fa portatore il nostro partito (le donne e gli uomini che lo compongono).
Per dare un contributo -speriamo importante e fecondo- a questo auspicato e urgente dibattito alcuni delegati hanno deciso di impegnare questa assemblea congressuale con alcuni temi scottanti fortemente collegati: partito pluriculturale, centralità della persona, bisogni e consumi individuali e collettivi.
SI PONGONO DUNQUE ALL'ATTENZIONE I PUNTI A SEGUIRE
Un partito svolge la sua funzione principale nel momento in cui è in grado di interpretare i bisogni degli individui che compongono la società e nel momento in cui è in grado di elaborare e offrire risposte a questi bisogni, amministrando e legiferando una volta alla guida delle istituzioni.
Per fare politica in una società complessa come quella in cui noi oggi viviamo non sono più sufficienti gli strumenti critici elaborati in passato entro il solco di diverse tradizioni di pensiero. Una società complessa porta le persone ad elaborare e a sperimentare bisogni collettivi e individuali complessi, eterogenei, multiformi.
Allora le ideologie, le filosofie e gli approcci che vogliono l'essere umano e il suo comportamento interpretabili in modo monocausale sono insufficienti e possono portare ad analisi e soluzioni inefficaci se non dannose.
Se tutti i punti di vista sono portatori di una parte di "verità", una visione complessiva e multidisciplinare è portatrice di una parte di "verità" qualitativamente e quantitativamente più completa. L'"uomo politico", l'"uomo economico", l'"uomo sociale", l'"uomo razionale", l'"uomo filosofico", l'"uomo religioso", l'"uomo biologico" e via dicendo sono tutte formule che indicano modelli interpretativi validi, eppure incompleti.
Questi modelli sottolineano e rendono centrale un solo aspetto fra quelli che possiamo cogliere rispetto alla complessità dell'esistenza umana. Invece noi sappiamo che ogni individuo è un sistema complesso aperto all'interazione con l'ambiente e con altre persone, e sappiamo anche che ogni individuo è portatore di bisogni complessi e anche contraddittori, che si esplicano a volte su piani individuali, a volte su piani collettivi, a volte contemporaneamente sui due diversi livelli.
Se ciò che dicevamo prima sulla natura e la funzione di un partito politico è corretto, se ciò che dicevamo prima sull'esistenza umana è corretto, allora non ci rimane che affermare con grande forza e grande convinzione che oggi più un partito riesce ad assumere approcci multidisciplinari e pluriculturali più un partito riesce a parlare con gli individui e con la società per coglierne istanze, sentimenti, interessi, bisogni proponendo soluzioni e risposte comprensibili e adeguate.
E' poi evidente che in una prospettiva di questo tipo -che fa dell'importanza della persona e dei suoi bisogni un'architrave- un partito di sinistra deve sottolineare alcuni aspetti e creare priorità e gerarchie.
A livello individuale, ad esempio, noi comprendiamo e rispettiamo bisogni quali il desiderio di affermazione della propria personalità nel rispetto delle pari opportunità, la voglia di godere della libertà di far fruttare i personali talenti e le personali inclinazioni, il desiderio di vivere una cittadinanza attiva e con occasioni di affermazione e gratificazione, il desiderio di garantire a sé e ai propri cari un'esistenza felice, serena, comoda.
Sappiamo anche però che a livello individuale vi sono limiti largamente diffusi (statisticamente medi) rispetto a slanci solidaristici e di sacrificio; del resto la solidarietà è effettivamente sostenibile solo ove lo sforzo sia abbastanza equamente ripartito.
Ecco perché come sinistra ci rendiamo conto strategicamente che diviene essenziale poter agire come forza di governo. Infatti la solidarietà (stato sociale, redistribuzione del reddito, pari opportunità, difesa dell'ambiente -è una forma di solidarietà verso le future generazioni-) è socialmente sostenibile e attuabile solamente agendo SUL PIANO DEI BISOGNI COLLETTIVI RISPETTANDO I BISOGNI INDIVIDUALI, avendo il coraggio di riformare e innovare per seguire il divenire storico e le nuove situazioni.
Solo una sinistra di governo e riformista rappresentata da un partito come quello illustrato in queste righe (multidisciplinare, pluriculturale, imbevuto di diverse teorie sui bisogni) può allora essere fautrice di una solidarietà efficace, sia sul piano delle risorse da mettere in campo sia sul piano degli interventi ben mirati ed efficaci da realizzare.
Per noi, POLITICAMENTE, il bisogno della persona affamata o malata è prioritario rispetto al bisogno della persona che vuole una nuova automobile o cenare ogni sera al ristorante; però CULTURALMENTE tutti questi bisogni sono legittimi.
Questo significa che sul piano dei consumi e dei bisogni collettivi (risorse pubbliche) noi possiamo e dobbiamo essere portatori di priorità alla luce del nostro essere socialisti e solidaristi; mentre sul piano dei consumi e dei bisogni individuali (risorse private) dobbiamo e possiamo essere liberali ed eventualmente creare iniziative culturali e sociali di sensibilizzazione affinché i cittadini come consumatori siano consapevoli e critici su tematiche di importanza centrale (ambiente, salute, commercio equo e solidale per fare alcuni esempi).
Però creare come partito gerarchie e priorità nei bisogni e nei consumi collettivi non significa dare risposte univoche e monosettoriali; è evidente che la responsabilità di governo costringe un partito a dislocare risorse pubbliche in modo che l'intero sistema sociale ed economico del nostro paese non collassi, non ristagni, ma sia invece dinamico, si sviluppi armonicamente e produca così più risorse sia economiche che umane per attuare le politiche di sinistra di cui siamo interpreti e portatori; in primo luogo quindi per attuare la solidarietà collettiva.
DUNQUE I DELEGATI AL CONGRESSO PROVINCIALE DS DI UDINE CHIEDONO
- che le premesse di questo ordine del giorno sull'urgenza e la necessità del rinnovamento e del dibattito culturali interni al partito siano fatte proprie dai delegati DS ai successivi livelli congressuali.
- che i temi proposti in questo ordine del giorno siano inseriti quali argomenti/problemi da discutere e affrontare nei successivi livelli congressuali.
- che i DS della nostra Regione progettino e realizzino a tutti i livelli iniziative che permettano il proseguimento del dibattito culturale e politico interno al partito, prevedendo anche momenti di confronto e scambio con altri cittadini, circoli, associazioni ed enti.