
18 dicembre 2010.
Forse
parlare di nemesi è troppo...
Del resto qui non si tratta di giustizia divina e neppure di giustizia
o ingiustizia.
Facciamo solo una piccola e semplice constatazione.
Si tratta della seconda picconata rilevante al progetto del PD nato nel
2007 data proprio da un suo segretario nazionale.
Il
discorso di dimissioni di Veltroni del febbraio 2009 (oltre alla
sconfitta alle politiche) rappresentò l'epitaffio -anzi, un vero e
proprio poema funebre- dell'idea ecumenica e nuovista che soggiaceva
all'invenzione del Partito Democratico in Italia.
Non solo Veltroni dichiarava il fallimento dell'idea di un partito
maggioritario, ma anche sostanzialmente piagnucolava come un bambino
d'asilo dicendo che i suoi amichetti di partito gli avevano fatto i
dispetti.
Questa è stata la prima picconata.
Arrivati
a dicembre 2010 pensate forse di avere un PD forte e rinvigorito dalla
crisi più grave che abbia mai colpito l'attuale governo?
Abbiamo, invece, un PD che farebbe la firma per ritornare sopra il 28%
dei consensi e il cui segretario Bersani -preso dal tatticismo
becero del volere vincere qui e ora sommando risultati di sondaggi
vari- ormai archiviata la vocazione maggioritaria è pronto a svendere
le fantomatiche e celeberrime primarie per incassare, da un lato,
l'alleanza col terzo polo o almeno con l'UDC e, dall'altro, per
togliersi il disturbo di Vendola e SEL che queste primarie le stanno
vincendo un po' troppo in giro per la penisola.
Se
fossi un iscritto o un elettore del PD potrei esclamare col cuore colmo
di gioia:"FIGATTA!".
Stefano
Bulfone