SCUSATE SE SONO SEMBRATO IDEOLOGICO…
La mia presa di posizione sulla questione Socialismo per il XXI secolo (e quindi anche Partito democratico) viene commentata e interpretata, pubblicamente e privatamente, da parte di molti protagonisti della politica del centro-sinistra come ideologica e nostalgica.
Penso che la parola “compagni” si possa ancora dire senza vergogna alcuna.
E quindi –pur non essendo mai stato in vita mia comunista, ma radicale e socialista sì- inizio così:
Cari compagni segretari cittadino (Udine) , provinciale (Udine) e regionale (Friuli Venezia Giulia) dei DS, a voi che siete i referenti politici principali di un partito nel nostro territorio, con umiltà vi segnalo che la storia, le bandiere e i nomi di una tradizione e di una cultura socialista, socialdemocratica e liberalsocialista italiana ed europea sono, in una prima fase di un percorso politico, uno stendardo simbolico. E gli stendardi simbolici vanno in primo luogo innalzati ed esposti quando è il tempo utile ed adeguato. Questo innalzare stendardi simbolici si riduce a sparate ideologiche solo se non gli stessi non hanno alcun referente significativo.
Se invece si riferisce a temi politici e programmatici che risultano -nell'oggi- “problematici” rispetto alla costituzione di un grande Partito riformista (una nota di Fassino invitava ad utilizzare questa dicitura nel dibattito interno!), allora hanno poco di ideologico e molto di politico e pragmatico. Del resto quando qualcuno ai vertici dei DS nazionali dice –a sentire persone che lo conoscono e lo frequentano- che il Partito democratico è la fase finale dell'egemonia gramsciana, mi pare una cosa che nasce da distorsione ideologica all'ennesima potenza.
Si tratta di temi politici e programmatici che sono, caro segretario Maio (caro Agostino), sostanzialmente e inequivocabilmente pragmatici.
Inizio ad elencare alcuni temi su cui il Socialismo del XXI Secolo non può sottrarsi (per approfondimenti www.sinistrafriuli.net) :
1) Ricerca scientifica –pubblica e privata-. O la finanziamo sul serio o il sistema paese arretra. Settori: sicuramente energia, biotecnologie, sostenibilità ambientale e sviluppo…
E su questo fronte ci potrebbero essere in più da investire cifre dell'ordine da 900 a 500 milioni di Euro annui senza aumentare di una virgola la pressione fiscale. Il “come” lo spiegheremo e lo comunicheremo presto con una proposta politica aperta all'adesione di tutti i cittadini, partiticamente trasversale… …e deflagrante sul piano della laicità dello Stato.
2) Scuola e formazione: si potrebbero dire molte cose. Il prevalere di filosofie idealiste e di ritardi in politiche di riforma organiche e coerenti ha prodotto una carenza di cultura scientifica disastrosa nella nostra società. E cultura scientifica la si può fare anche tramite, ad esempio, l'italiano, la filosofia, la storia e il latino, se ci fossero i presupposti di mentalità e approccio adeguati. Il Socialismo del XXI secolo è per la scuola di base (primaria e secondaria) che non penalizzi la cultura e la mentalità scientifiche, per la scuola di tutti e per le pari opportunità. Ma questo non significa che ci possiamo permettere di dilapidare intelligenze e talenti che hanno il diritto di accedere all'eccellenza a prescindere dalle condizioni socio-economiche e culturali della famiglia di origine. E le strutture per l'eccellenza dove sono? E i docenti per l'eccellenza? Socialismo per il XXI secolo vuol dire meno ristrutturazioni con fondi pubblici di edifici di qualsiasi culto sperduti e senza alcun pregio artistico, più scuole di eccellenza pubbliche con rette a carico dello Stato per i meritevoli e dotati.
3) Eutanasia e terapia del dolore. Come sui temi dell'aborto e del divorzio, il Socialismo per il XXI secolo non può che assumere una posizione netta e condurre quotidianamente le sue battaglie di libertà etica e morale centrate sul valore irrinunciabile della responsabilità e della scelta individuali.
In particolare il nodo è questo: o la Repubblica Italiana investe seriamente nella diffusione territoriale di centri specializzati alla terapia del dolore e apre all'utilizzo di sostanze oggi non previste, o non può continuare a non produrre una legge che permetta –con tutti i criteri e paletti che si vuole- la scelta legale all'eutanasia. Questo per rimanere solo sul piano della percezione del dolore (ed eventuale impossibilità di sopportazione). Sul piano della scelta spirituale-psicologica-motivazionale poco possiamo dire, se non che –una volta fatto il possibile- rimane la radicale libertà del soggetto di decidere del suo personale destino.
Per ora chiudo e saluto. Cerchiamo compagni di strada, liberali, socialisti, repubblicani, socialdemocratici,…
Stefano Bulfone.
Stefano Bulfone.
Capogruppo Sinistra per il Friuli – Comune di Udine.
Direzione provinciale DS – Udine.
www.sinistrafriuli.net
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