UNA GRANDE IDEA
PER UDINE:

per una nuova partenza

Pubblicato sul settimanale il Friuli del 14 Luglio del 2000.

Un'idea ci sarebbe, ma forse è troppo grande. Amaro d'Udine sul settimanale il Friuli del 7 luglio 2000, cogliendo l'occasione delle dimissioni dell'assessore Grandinetti, coglie nel centro la grande questione che avvolge ancora il Sindaco Cecotti.

Cecotti è stato eletto sulla base di molti errori commessi dagli avversari, dalla sinistra udinese e in primis dal Partito popolare della nostra città. Però al ballottaggio con il candidato del polo molti degli elettori di centrosinistra hanno dato il loro voto al Professore.

Alcuni considerandolo il male meno grave, altri, oltre a ciò, pensando che necessità può diventar virtù. In altre parole pensando che Cecotti sarebbe riuscito ad utilizzare l'anomalia politica che lo avrebbe sorretto -e lo sorregge visto che ha vinto- per scardinare alcune situazioni, per continuare l'azione di rinnovamento e svecchiamento iniziata con Barazza-Montich e naufragata per discordie interne al centrosinistra, spesso più personali che politiche.

Invece Cecotti -non sappiamo se più per difendersi dai suoi che dagli avversari- si è attestato su una politica di bilancio ferrea quanto un po' miope. Opere architettoniche, ristrutturazioni, tagli su cultura e sociali, tentativi di riorganizzazione la macchina comunale per poi attestare che il pubblico non può essere gestito come il privato etc. etc..

Abbiamo avuto un flash di fantasia e di coraggio politico da parte del Sindaco con l'accordo-contratto fra amga e corrispondente triestina. Un flash con risonanza regionale. Per il resto, nel complesso, ha ragione Amaro d'Udine: Cecotti non ha dato risposta a quelle aspettative quasi profetiche di rilancio della città. Ha sicuramente bene amministrato in alcuni settori, ma è come se gli udinesi si aspettassero da lui di più.

Inoltre molte delle rassegne e degli eventi di Udine più qualificati culturalmente nascono in precedenza e sono prosecuzione di ciò che esisteva già. Tutto questo per dire che sì, aspettiamo una grande idea, e che il tempo per Cecotti sta inesorabilmente trascorrendo.

Un'idea ci sarebbe: creare una grande area per il turismo culturale complementare all'asse Grado-Lignano. Se prendiamo la cartina del Friuli troviamo un rombo con in centro Udine e ai cui angoli abbiamo Gemona-Venzone, Cividale, Codroipo, Palmanova. Tutte queste città prese singolarmente, con i loro dintorni, dispongono di una offerta turistica di tipo culturale ed enogastronomico che è esauribile dal turista medio in circa una giornata, in alcuni casi una giornata e mezza.

E' una offerta di alto livello, sicuramente migliorabile sul fronte della gestione e del marketing. Se proviamo ad immaginare un servizio museale ed enogastronomico coordinato tra queste cinque aree, associato ad una rete di trasporto su rotaia di tipo analogo a quello che esiste in grandi metropoli, potremmo creare una offerta turistica estremamente allettante -che tra le altre cose renderebbe Udine una sede universitaria ancora più allettante- usufruibile da turisti che vengono in regione sia con il proprio mezzo sia con mezzi pubblici.

Avrebbe così significato risiedere a Udine per quattro o cinque giorni in hotel ed eventuali ostelli; si potrebbe rilanciare il benedetto camping del Cormor e così via.

Si avrebbero ricadute positive per tutte le città coinvolte. In occasione di Friuli Doc, ad esempio, ci sarebbe una offerta turistica tale da invogliare il turista straniero a fermarsi in Friuli per una intera settimana. Inoltre il sistema di trasporto pubblico veloce su rotaia, caratterizzato da un servizio comodo ed efficiente, lungo le due assi Codroipo-Cividale e Venzone-Palmanova, porterebbe ad una drastica riduzione del pendolarismo con mezzo privato verso Udine. Oltre a sfoltire il traffico locale sulla rete FFSS.

Questo sarebbe il progetto: rete di comunicazione e di trasporto, oltre che culturale. La fattibilità non è un problema: da tutti i mezzi di comunicazione alti dirigenti di industria e finanzieri ci ripetono sempre più spesso che i soldi ci sono, ma mancano le idee.

Se non mentono non ci dovrebbe essere nessun problema. Si parla tanto di globalizzazione e via dicendo, possibile che non si riesca a mettere insieme quattro o cinque sindaci su un progetto di questo tipo?

Ma forse questa idea è troppo grande, e così molti turisti vanno in altri posti a visitare magari siti e monumenti rispetto ai quali i nostri non hanno nulla da che invidiare, solo che gli altri li sanno vendere meglio e al turista offrono servizi migliori.

E dire che questa idea significa "solo" FARE SISTEMA nel settore culturale e turistico oltre che dei trasporti per persone.

E noi non riusciamo a capire che a fianco di Grado e Lignano e della montagna dobbiamo dare qualcosa di più.

Stefano Bulfone.