Udine
è una città ricca di fermenti nuovi. L’aspetto saliente
di questa situazione è la trasformazione da città caratterizzata,
economicamente e socialmente, dalla forte presenza militare e commerciale,
in città universitaria e di servizi, con una progressiva trasformazione delle caratteristiche del terziario.
Ad una città statica, sostanzialmente chiusa in se stessa e ancorata a vecchi schemi, si sta
sostituendo una città più dinamica, tendente ad aprirsi sempre più al territorio limitrofo e ai territori culturali ed economici di una area sempre più vasta.
Uno degli aspetti più evidenti di questo cambiamento è la
presenza ormai continuativa e non sporadica di studenti e di altre componenti
di popolazione di matrice non udinese, molto spesso individui con livello
culturale medio-alto. Queste presenze, sia italiane
sia straniere, (gli immigrati da altro stato sono ormai più del 5% del totale della popolazione residente) fanno sentire sempre più la propria incidenza
in termini di iniziativa economica e culturale. Inoltre si producono contatti
e relazioni grazie ai quali la popolazione udinese più dinamica
e più aperta può coniugare ad un processo di internazionalizzazione
del proprio bagaglio culturale, un processo di preservazione e di valorizzazione
degli aspetti positivi del proprio essere friulani.
Esiste
già da anni se non ormai decenni una Udine multietnica e multirazziale;
domani lo sarà sempre di più. Lavorare per la convivenza
e l’integrazione reciproca, quindi non prevaricante da parte di alcuno,
è necessario, oltre ad ogni considerazione etica o di mentalità,
per evitare un futuro di scontri e di incomprensioni e per costruire un
futuro di collaborazione e di pacifica convivenza.
La
città sta cambiando la propria struttura, il proprio modo di vivere,
le proprie componenti economiche. Cresce la domanda di servizi, di cultura,
di sicurezza, di miglioramento della qualità della vita in generale,
da parte delle varie componenti della popolazione dell’area udinese. La città sta acquisiendo rispetto all'intero Friuli un ruolo diverso, non più solo emporio, ma centro servizi e centro di concertazione progettuale e di riflessione sulle dinamiche e sulle sfide date dalla globalizzazione.
Molti, come abbiamo visto, sono i fenomeni indicatori di tale spinta al
cambiamento.
Ruolo
centrale per capire in cosa cambiare e in che modo cambiare è assunto
dalla popolazione femminile in quanto dotata di particolare sensibilità
nella individuazione di concreti e reali bisogni. Ma non si vuole più
pensare ad una partecipazione femminile che si concentri e si limiti a
riflettere e a elaborare sulla "condizione della donna". Pensiamo
piuttosto ad un contributo fattivo, di riflessione e di azione, su tutti
i temi e le questioni posti. Un meccanismo tale da far sì che con
il lavoro, la partecipazione, il contributo delle donne ci si avvii, se
non alla risoluzione, all’affrontare gran parte dei problemi legati alla
ancora non effettiva parità fra i sessi in termini di opportunità
occupazionali e di crescita personale.
Altro
fenomeno evidente e da considerare con la massima attenzione per progettare
il futuro della città risulta quello dell’Associazionismo in tutti
gli ambiti e a tutti i livelli. Cercare in tal senso sinergie e collaborazioni,
per la soluzione dei problemi che verranno individuati nelle aree di interesse
di competenza del gruppo sarà un punto primo del nostro metodo
d’azione.
Vi sono gruppi, individui, forze che si oppongono o resistono ai cambiamenti
già in atto; sono perdenti in una prospettiva di lungo periodo,
però possono far sì, con la loro azione, di costruire un
futuro di muri, di incomprensioni, di convivenze forzatamente conflittuali
e di tensione, soprattutto alla luce della società multietnica
che sta nascendo sotto i nostri occhi.
Noi pensiamo che questa Udine abbia bisogno di un progetto per gestire
al meglio il cambiamento; non c’è bisogno di ostacoli –del resto
inutili, ma contemporaneamente dannosi- e non possiamo immaginare altresì
un cambiamento convulso e non regolato che spazzi via anche ciò
che di buono esiste.
Dal 2003 la nuova Giunta Cecotti autonomista e di centrosinistra è al alvoro perché il Comune assuma un ruolo da protagonista in tutto questo veloce DIVENIRE.