PUARE LENGHE FURLANE...
Par fevelà dal furlan al sares buine robe falu proprite in marilenghe. Ma sicome lis robis di di e riguardin proprite lis posizions di chei che son contrarij al dopra o al tutela il furlan, e je une sielte inteligente, pragamatiche e di bon sens tira indenant par talian. ancje parcèche lor a podaressin vè dificoltats a comprendi.
E così vedremo chi fra i contrari, gli intolleranti, i preoccupati di chissà che cosa, saranno riusciti a mettere da parte un atteggiamento negativo e avverso assunto a priori, in modo totalmente pregiudiziale. Vedremo se saranno così riusciti superare queste poche righe d'apertura in friulano. E già, siamo arrivati a questo punto.
Puare lenghe furlane.
Ci sembrava che i tempi fossero un po' migliorati. Sembra infatti che finalmente ci sia una buona legge di tutela, e c'è. Mancano però i finanziamenti, e ciò non vuol dire che la legge sia cattiva, anzi.
Inoltre con la situazione globale che spinge, per vari meccanismi psicologici, gli uomini a guardare alle comunità locali, alle piccole patrie, alle radici più vicine, è nato un maggior interesse verso il friulano e la variegata realtà friulana, da tempo multiculturale e plurilingue.
Inoltre sempre più studiosi (tal sens, chei che a lavorin ta l'universitat, e un al dis che se son li al sarà amancul un motif, si spere) dicono che il plurilinguismo è una risorsa importante per il soggetto nel confrontarsi col mondo e con gli altri.
Beh, insomma, non sono rose e fiori ma quasi.
Ma perché allora puare lenghe furlane. Vediamo chi sono i tuoi nemici, anche i più subdoli e i più insospettabili. Partiamo da quelli più facili da individuare.
Una nazione, un popolo, una lingua.
E già.
I nemici più facili da individuare sono quelli che vorrebbero che questa idea romantica e sorpassata fosse lo specchio della realtà.
Non è mai stato così e difficilmente potrà mai esserlo.
Questi sono un po' sparpagliati in tutti gli schieramenti politici, ma la radice culturale (non politica!) è sempre quella.
Spesso sono coloro che per motivi vari sono stati, volenti o nolenti, sradicati da un contesto e da una cultura originaria. Oppure sono coloro il cui cuore batte ancora nazionalisticamente, più che patriotticamente.
C'è poi chi si dichiara cittadino europeo o cittadino del mondo, o semplicemente e più riduttivamente cittadino italiano.
E fin qui nulla di male.
Ma questo dichiararsi illuministicamente e giustamente essere umano fra esseri umani, con diritti e dignità inalienabili, qualche volta viene travisato.
C'è insomma chi usa questi argomenti e questi valori in modo non corretto, e li usa per perseguitare o per avversare i diritti di altri esseri umani: diritto di identità, di essere portatori di modi d'essere e parlare diversi.
Che contraddizione c'è fra l'essere cittadini italiani, europei, del mondo e l'essere (o sentirsi) friulani? Nessuna!
E sentirsi od essere friulani nel mondo molto spesso è stato legato solo alla lingua; una prospettiva limitata, ma causata da molti fattori storici. Bisogna tenerne conto.
Puare lenghe furlane.
Questi sono forse i nemici più facili da combattere, o almeno sono quelli che si mostrano come tali. Poi ci sono i nemici più subdoli, quelli che tra le altre cose spesso si dicono friulanisti e paladini del friulano a prescindere da tutto e da tutti.
Sono quelli che prendono provvedimenti a volte ridicoli, certo con le migliori intenzioni ma con scarsa fantasia e con mancanza di analisi della realtà.
Sono quelli che del friulano fanno una retorica che infastidisce. Sono quelli che "va bene tutto, basta che sia in friulano".
Così se ci potrebbero essere delle opere bellissime in friulano, queste si perdono nel mare magnum delle mediocrità o delle banalità, che però, se sono scritte in friulano...
Insomma, ci siamo capiti.
Il nazionalismo friulano puzza e produce retorica quanto quello italiano e... padano.
Il nazionalismo che fa danni perché è totalmente privo di un po' di autocritica. Se io amo veramente il mio paese e la mia comunità ne critico i vizi perché voglio smascherarli e cercare di cancellarli, o quanto meno ridurli.
Puare lenghe furlane.
Ci sono poi quelli si riempiono la bocca con le tre i (inglese, informatica e impresa) se di centrodestra o con le due i e una p (inglese, informatica e progresso) se di centrosinistra. Vogliono apparire comunque dei pragmatici. Uomini e donne con i piedi ben piantati a terra, che badano al sodo.
Il friulano: solo perdita di tempo e di risorse. (mi semee di ve ciatat un classic ategiament dal caratar furlan). Di solito sono quelli che per apparire così si riempiono la bocca di slogan e mettono in freezer il senso critico e la curiosità (vera base del pragmatico).
Spesso giungono ad un livello tale di cinismo e di pregiudizio che non si accorgono alla fine di arrivare a sputare nel piatto in cui mangiano, un plat une vore furlan.
Ci sono poi quelli a cui non gliene frega nulla, ma fanno buon viso a cattivo gioco. Dicono che è una moda, che passera ben presto (sono quelli che sperano di più nell'effetto deleterio dei friulanretorici).
Spesso poi questi a cui non gliene frega nulla attuano resistenze passive, magari a livello inconscio. Oppure restano in mezzo, ignavi. Forse sono i più pericolosi.
Poi ci sono gli intellettuali, gli artisti, gli operatori culturali (ce? ce fasial to fi? operatore culturale... ...e si, no si smet mai di impara une gnove. Une volte i spazins si clamavin operadors ecologics).
Gli opinionisti di professione, i giornalisti letterati. I quali ci deliziano spesso con varie analisi socio-psico-storico-antropologiche (se di sinistra) o analisi spiritual-tradizionalist-moralist-antropologiche (se di destra), o con un mix di entrambe condito da religione e fede (se di centro). Questi, dopo aver detto perché succede quel che succede al Friuli e alla lingua friulana, ma anche all'homo furlanensis (se esiste) ecco che spesso chiudono con prese di posizione che nulla o poco hanno a che fare con i presupposti e le analisi sbandierate.
Allora il friulano non va bene, perché è sinonimo di provincialismo, di chiusura culturale, di miopia, o povero Friuli che non produrrà mai niente di buono culturalmente se utilizzerà il friulano.
Di solito fra questi ci sono quelli che il friulano non lo capiscono... ...o fanno finta di non capirlo.
E dall'altra parte?
E no, il friulano va bene, basta che sia ingabbiato nella triade sacra: tradizione, ubbidienza, gerarchia. Anzi, il friulano va benon, perché è un fattore di certezza nei secula seculorum, perché non è soggetto ai cambiamenti storici, una sorta di idea innata astorica.
Come se per rendere vivo il friulano non servissero gli uomini che lo usano, i quali sono e fanno storia quotidianamente, immersi come sono nel divenire.
Ci sono poi quelli che, in tutto questo casin... pardon confusione, non conoscendo il friulano, cercano di imparare un dialetto udinese para veneto, così fra un go dito e go fato, si sentono meno forests. Con effetti quantomeno deleteri.
Ecco perché puare lenghe furlane.
Insomma, a guardarsi attorno la lingua friulana ha ben pochi veri amici, anche fra chi è e chi si sente friulano. Io personalmente mi ritengo un suo amico, per vari e ponderati motivi... ...ma questa è un'altra storia. Vi posso dire solo che è una amicizia vera, ma non pura e disinteressata. Sì sono amico del friulano in modo utilitaristico, pragamatico e interessato: mi covente par vivi mior.
Stefano Bulfone.