INTERVENTO SULLE LINEE PROGRAMMATICHE PRESENTATE DAL SINDACO CECOTTI per la tornata amministrativa 2003-2008

di Stefano Bulfone in chiusura del dibattito consiliare.

Signor Presidente, signor Sindaco, signore e signori della giunta, signore e signori consiglieri,

Avete ascoltato, in questa interessante discussione, anche gli interventi dei consiglieri del gruppo Sinistra per il Friuli, che ho l'onere e l'onore di coordinare e rappresentare in qualità di Presidente. Con questi interventi abbiamo deciso di sottolineare alcuni fra quelli che per noi sono i punti salienti delle linee programmatiche del Sindaco.

Queste linee programmatiche sono ormai patrimonio di tutto lo schieramento di forze sociali ed economiche, di partiti, liste e movimenti che hanno contribuito a raccogliere la fiducia, il consenso e il voto dei concittadini attorno al professor Sergio Cecotti.

Sono linee programmatiche da noi condivise in campagna elettorale, prima che si conoscessero i risultati delle urne e prima che i giochi fossero chiari e chiusi. Ora che siamo alla guida della città con i gruppi consiliari, gli assessori e il Sindaco di questa maggioranza, queste linee programmatiche ci vedono impegnati nel difficile ma avvincente compito di concretizzare, realizzare, attuare il disegno strategico di alto profilo che il signor Sindaco ha illustrato nel corso della prima seduta di questo consiglio.

Si tratta di un disegno strategico che vuole portare Udine ad essere finalmente la moderna capitale del sistema Friuli, nei fatti e nelle coscienze; un sistema Friuli che è tale nelle dimensioni sociale, economica e culturale. Vorremmo portare il Sistema policentrico friulano ad essere esemplare, ciò tramite l'amministrazione di uno dei sui nodi centrali, la città di Udine.

Esemplare in primo luogo per capacità di innovazione; esemplare in secondo luogo per capacità di integrazione fra quelle necessità economiche e organizzative poste dall'acellerazione della globalizzazione e quelle peculiarità storico-culturali locali che fanno di alcune aree delle realtà uniche; dunque un sistema Friuli che sia esemplare a livello internazionale nel far convivere il globale e il locale, o meglio ancora nell'umanizzare la globalizzazione grazie alla valorizzazione delle peculiarità socioculturali locali.

Un sistema Friuli che vorremmo portare ad essere esemplare per la capacità di integrazione fra le istanze dell'efficienza, dell'efficacia, dell'economicità e della flessibilità da un lato e le istanze della coesione sociale, della giustizia sociale e della dignità personale di ogni singolo soggetto.

Singolo soggetto che deve essere garantito nei bisogni primari, ma deve soprattutto, in una società ricca e complessa quale è la nostra in Friuli, essere messo in grado di acquisire le conoscenze e gli strumenti materiali e immateriali per vivere una vita libera, consapevole e per poter godere di pari opportunità nella fase d'avvio della competizione sociale, economica, culturale presente in un libero mercato.

Signor Sindaco, per attuare il suo e nostro disegno strategico per il Friuli bisogna a parer nostro fare i conti con alcuni nodi ineludibili che segnano la nostra terra:
a) l'analfabetismo tecnico-informatico di molte fasce di popolazione;
b) l'accesso democratico e diffuso alle informazioni ancora insufficiente;
c) il conservatorismo miope di alcuni poteri socio-economici forti che blocca nuovi investimenti;
d) una mentalità diffusa in certe fasce della popolazione che è portata a vedere l'altro e il diverso solo come fonte di conflitto, scontro o delinquenza e non anche e soprattutto come occasione di arricchimento reciproco sia materiale che immateriale.

Non a caso molte volte ho ripetuto la parola integrazione.

Noi della Sinistra per il Friuli immaginiamo un sistema Friuli che divenga esemplare anche per la coesione sociale.
Coesione sociale di cui lei, signor Sindaco, ha giustamente sottolineato l'importanza, a tal punto che, ha ricordato, è incoraggiata e consigliata anche da indirizzi della stessa Unione europea.
Ma coesione sociale, in una città come Udine in cui le presenze stabili di stranieri hanno raggiunto quote vicine al 5% del totale della popolazione residente, significa anche l'integrazione di molti uomini e donne che arrivano nella nostra terra in cerca di un lavoro, in cerca di una prospettiva, in cerca di una opportunità, in cerca a volte di asilo politico.

E sappiamo bene che per ottenere una integrazione positiva contemporaneamente per chi ospita e accoglie e per chi è ospitato e accolto servono delle politiche e delle strategie per governare ciò che non si può bloccare. Ma qui mi fermo perché il discorso toccherebbe questioni di legislazione nazionale e poteri che non spettano né a questo consiglio né alla giunta né al Sindaco. Vi sarebbero poi altri punti che meriterebbero una citazione, se non certamente una trattazione e delle proposte più approfondite, ma in questa occasione cito solo una questione.

E' una domanda aperta a tutti noi e a tutta la società friulana: In che modo spronare la sprovincializzazione e la modernizzazione della cultura friulana -che non è ovviamente solo questione legata alla tutela e alla valorizzazione della lingua-?
Punto essenziale, questo, in quanto la sprovincializzazione e l'ammodernamento della cultura friulana sono le basi principali per darle un futuro di vita e non di sopravvivenza museale o da riserva per specie in via di estinzione.

In questi anni di mandato amministrativo appena inaugurato, che auspichiamo ricco di soddisfazioni e di progetti portati a compimento, speriamo che ci siano occasioni e tempi oltre che per il fare anche per il discutere e il riflettere insieme su questi e molti altri aspetti.

Come Sinistra per il Friuli abbiamo dunque voluto con i nostri interventi sottolineare, ampliare, arricchire il disegno strategico presentato dal Sindaco Cecotti, giacché lo condividiamo e ne vogliamo essere compartecipi nonché coattori.

E sottolineeremo, amplieremo, arricchiremo la nostra azione in consiglio, nelle commissioni e in giunta grazie a quelle che sono le professionalità, le competenze, le capacità, le sensibilità dei consiglieri del nostro gruppo, oltre che del vicesindaco Martines e dell'assessore Malisani espressi dalla lista Sinistra per il Friuli.

In più, con un pizzico di orgoglio, oltre a competenze, capacità e professionalità aggiungiamo anche la fantasia e l'entusiasmo che può nascere dal gruppo consiliare più giovane di questo Consiglio comunale.

E chiudo dicendo che cumò e coventin ueli di comedon e ueli di cerviel; cioé bisogna rimboccarsi braccia e cervelli.

Grazie dell'attenzione.


Stefano Bulfone, 7 luglio 2003.
Presidente del Gruppo consiliare SINISTRA PER IL FRIULI
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