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INDIRIZZI GENERALI POLITICHE GIOVANILI
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Certamente una tra le più rilevanti questioni che riguardano le politiche giovanili della realtà italiana risulta quella della permanenza di molti individui nel nucleo familiare d'origine fin oltre i trenta anni.
Realtà connessa sia con la dilagante disoccupazione giovanile ma anche con fattori di tipo culturale e di tipo organizzativo in relazione ai percorsi formativi (Organizzazione universitaria; però il centrosinistra di D'alema stava allineando l'Italia all'Europa, e il centrosinistra di Amato ha continuato in tal senso). Sono riscontrabili atteggiamenti e aspirazioni di molte componenti giovanili della nostra società che sembrano trarre origine dal non prendere in considerazione obiettivi più avanzati rispetto al soddisfacimento dei bisogni esistenziali elementari assicurati economicamente nell'ambito della famiglia e dei gruppi socio-economici ristretti di appartenenza di quest'ultima.

Tale situazione complessivamentederesponsabilizzante, presente anche in individui over 30 anni, potrebbe essere foriera di una futura larga fetta della società che, a causa di errori giovanili, si presenterà con forti problemi a livello di salute fisica, mentale, emozionale, tali da far salire esponenzialmente i costi sociali sia per i singoli stessi, sia per i nuclei famigliari, sia per la comunità tutta. Inoltre forti sono i pericoli di un atteggiamento che può essere comodo e apparentemente conveniente solo fino a quando durano le risorse accumulate dalle generazioni precedenti.
Delle politiche giovanili valide debbono tenere ben presenti i pericoli per ragazzi, adolescenti e giovani "adulti" della possibilità di entrare nel mondo dell'uso e dell' abuso di sostanze stupefacenti, dall'alcool fino alle droghe naturali e a quelle artificiali. Inoltre basilare risulta la sfera dell'educazione sanitaria, soprattutto in relazione all'alimentazione (anoressia, bulimia, disordini alimentari) e a determinate malattie a trasmissione sessuale(epatiti, aids).
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Il nostro gruppo è convinto che le prime e più efficaci azioni per cercare di intervenire in questi ambiti siano, ai più vari livelli,:
RESPONSABILIZZAZIONE,
INFORMAZIONE,
GRATIFICAZIONE,
ASCOLTO E ACCOGLIENZA,
Tutto ciò in una ottica non paternalistica, bensì seguendo un metodo di rapporto
dialettico fra generazioni per la crescita e il confronto reciproci, ottica
che tenga ben conto della autonomia di ogni individuo. Rimane anche aperta la
questione del debito che le passate generazioni hanno lasciato sulle spalle
delle nuove generazioni, debito creato da una politica della spesa pubblica
caratterizzata da una gestione sconsiderata e poco lungimirante (su questo punto
si intende sviluppare uno studio storico di tipo sociopolitico sul periodo del
CAF: Craxi, Forlani, Andreotti). Alla base di tutto ciò c'è l'obiettivo/volontà
di contribuire alla costruzione di una società di individui emozionalmente equilibrati
ed in estrema analisi, con la più grande diversità di atteggiamenti e di interessi
delle varie persone, felici.
(STOP)